14-15/06/2014 – 6° edizione – “i Tesori della Laguna”

Ci sono appuntamenti a cui non si può mancare, perché nel tempo confermano la loro importanza sotto molti punti di vista.
I “Tesori della Laguna” è ormai una tappa fissa nel programma annuale del Maverick Nauticlub, e questo sia per il grande successo in termini di partecipazione e consensi che negli anni passati ha riscosso, sia perché soddisfa in modo particolare una delle finalità sociali che il Club stesso si è dato, ovvero la valorizzazione culturale della Laguna Veneta.
Quest’anno, la fantasia di Cristina, Luciano e Paolo (gli organizzatori) ha condotto gli equipaggi a Torcello e San Servolo, con base logistica a Mazzorbetto (per il pernotto) e a Burano (per la cena): tutte tappe ben note, sulla carta, ma che, se gestite da un’ottima organizzazione e da una buona dose di fantasia ed entusiasmo, hanno dimostrato di poter ancora celare molte sorprese.
La fase preparatoria è stata lunga e complessa, a causa dei molteplici vincoli (burocratici e logistici) che regolano la navigazione nella Laguna Veneta. In particolare, il limitato numero di ormeggi ha condizionato il numero massimo di partecipanti e, per non escludere nessuno, alla fine sono stati proprio gli organizzatori ad aver rinunciato al proprio gommone e cercato imbarco presso altri.
Inoltre, il previsto maltempo (poi rivelatosi meno catastrofico del previsto), ha costretto ad elaborare, nelle ultime ore prima dell’evento, un tutt’altro che semplice piano di riserva, di cui, fortunatamente, non c’è stato bisogno.
Il giorno della partenza, un sole radioso ha accompagnato fino a Torcello la navigazione dei gommoni partecipanti, scortati da un mezzo della Guardia di Finanza. La meta viene infine raggiunta, percorrendo i canali di San Secondo, San Giuliano e Murano: splendida mattinata di autentica navigazione in Laguna!
La visita a Torcello è stata animata e condotta dal prof. Dal Molin, presidente dell’Associazione Studi Torcellani e profondo conoscitore di questo lembo di terra così denso di storia. Nella mezza giornata trascorsa insieme, egli ha svelato storia e segreti della Basilica, della Chiesa di Santa Fosca, del Museo e dell’isola in genere, e ci ha preparato anche una sorpresa finale: le rovine della chiesa di S. Giovanni, normalmente non visitabili in quanto all’interno di una proprietà privata, ma preziosa testimonianza della storia antica del luogo.
Dopo un ricco spuntino ed i ringraziamenti del caso, i gommoni hanno lasciato i tranquilli ormeggi di Torcello e, sotto le prime avvisaglie del maltempo, si sono diretti verso Mazzorbo e Mazzorbetto, per trascorrere la notte. La base logistica era stata infatti fissata all’interno delle strutture del forte di Mazzorbetto, un edificio eretto nel corso della I° Guerra Mondiale e, in tempi più recenti, adattato a base scout.
Quest’isolotto, su cui non c’è nulla se non il forte stesso, sembra inghiottito dalla vegetazione, da cui è stata ripulito quel tanto che basta per renderne appena agibile la parte centrale: non esiste nemmeno un ponte verso isole abitate, per cui ogni spostamento richiede l’imbarcazione.
Il delicato ormeggio dei gommoni, in uno strettissimo canalino fra le isole, già suggeriva quanto questo luogo fosse appartato e lontano dal clamore presente in altre zone della Laguna. La pioggia insistente ed il cielo cupo hanno accentuato l’isolamento, e le successive fasi di accomodamento nella struttura si sono trasformate in una frenetica ricerca di riparo, in un clima che ricordava il campeggio che si faceva da ragazzi.
Alla fine, tutti i partecipanti hanno trovato una sistemazione: chi nel forte, chi in gommone, chi….nel prato in una tenda, che solo in piena notte si è scoperto essere bucata, tanto che Macchia, la gatta guardiana si è pure intrufolata!
Alla sera, una caratteristica passera istriana (barca un tempo utilizzata per la pesca in Adriatico), che gentilmente si è resa disponibile per l’occasione, ha traghettato gli ospiti a Burano, presso il tipico locale “Al Raspo de Ua”, dove gli organizzatori avevano preparato una magnifica serata conviviale. L’ottima cucina ha fatto il resto, e ha decretato la piena riuscita dell’evento. La pioggia torrenziale che ha accompagnato il rientro a Mazzorbetto nella notte, lungi dall’infastidire gli equipaggi, ne ha ravvivato lo spirito goliardico.
La mattina, un forte vento di bora ha spazzato la laguna, annunciando che il tempo stava volgendo al meglio. Quindi, colazione (con brioches calde fatte venire apposta da Mazzorbo!), pulizia degli ambienti, e…. prua verso la prossima meta: l’isola di San Servolo.
Quest’isola, forse una delle meno conosciute di Venezia, per quasi due secoli è stata la sede del manicomio della città, mentre in tempi recenti, dopo una radicale ristrutturazione, è divenuta la prestigiosa sede dell’Accademia delle Belle Arti. Un angolo di verde nella Laguna, anch’esso carico di storia e di tesori.
Il non facile ormeggio ha messo a dura prova la perizia dei comandanti, ma alla fine tutto il gruppo si è ritrovato nell’isola, per una visita guidata agli edifici storici ed alla chiesa. Un plauso alle guide che, con la loro abilità, hanno svelato ancora tanti segreti e curiosità, che hanno arricchito il nostro bagaglio di conoscenza.
Le visite sono terminate giusto in tempo per il pranzo nella mensa universitaria (e chi ha detto che nelle mense si mangia male?!), poi totale relax nei giardini dell’isola.
E’ infine giunta l’ora di rientrare; la giornata è tornata radiosa, e le poche miglia necessarie per il ritorno a Fusina, sfilando San Clemente e Sacca Sessola, hanno fatto assaporare gli ultimi istanti di una gita meravigliosa che, ancora una volta, ha regalato a tutti dei momenti indimenticabili.